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L’influenza del linguaggio: intervista esclusiva a Annie Proulx

Annie Proulx, originaria del New England, viaggiatrice in costante movimento, appassionata scopritrice di posti, culture e persone, è, anche, una delle autrici più raffinate e autorevoli del nostro tempo.

Premio Pulitzer per la narrativa con il romanzo Avviso ai naviganti, scrittrice apprezzata e pluripremiata in tutto il mondo. Ha una scrittura che non lascia indifferenti e che tende, per la sua durezza e onestà, a stravolgere il lettore.

La sua scrittura, infatti, è nuda, cruda, vera, autentica, come la terra che abbiamo sotto i nostri piedi, che definisce lo scorrere del tempo in cui viviamo e la nostra stessa esistenza. Proulx non aggiunge fronzoli o decorazioni alla propria scrittura per la mera bellezza delle proprie trame, né accontenta il lettore con storie banali. Racconta la vita così come è: poliedrica e diversa, stanca e sudata, piena di speranze e decorata di rimpianti.

Proulx, nel corso della sua vita e della sua lunga carriera letteraria, ha vissuto in numerosi posti. Tra questi c’è il Wyoming, lo stato dei cowboy e delle infinite praterie, che le ha dato casa per 20 anni. Luogo che poi le ha fornito l’ispirazione per scrivere alcune delle sue migliori e più apprezzate storie, anche qui in Italia.

Annie Proulx vicino alla sua casa in Wyoming.

In questa intervista con Annie Proulx ho parlato di scrittura e di Wyoming, una terra che, scoprirete, ha un posto speciale nel suo cuore.

Domanda: Come si sviluppa un tuo normale giorno di scrittura? Hai un posto preferito per scrivere, o delle routine particolari prima e durante il processo di scrittura? Inoltre, hai della musica preferita o qualcosa che ti aiuta a scrivere?

Risposta: Non ho una routine di scrittura e non c’è un “normale giorno di scrittura.” Scrivo ogni volta che trovo un po’ di tempo libero, ma sono veramente impegnata a pensare e a studiare i cambiamenti della terra, leggendo, sono immersa in progetti scientifici, conversazioni con amici, lavori domestici e via dicendo. Mi piacciono molti tipi di musica e non rivendico nessun tipo di favoritismo. Attualmente mi piacciono molto i lavori dei Danish String Quartet.

D: Hai vissuto in molti posti e raccontato di molte persone. Hai un posto nel quale hai lasciato il tuo cuore? E hai un posto che ti ha cambiato come scrittrice?

R: Ovviamente uno dei miei posti preferiti sarebbe il New England della mia infanzia, ma anche il Wyoming che mi ha cambiata come scrittrice. E’ stato in Wyoming che ho deciso di essere davvero una scrittrice.

Una grande scrittrice e una mente brillante.

D: Hai anche vissuto in Wyoming per 20 anni. Cosa ti ha colpito maggiormente dello stato dei cowboy e che poi hai usato nella tua scrittura?

R: Ovviamente mi sono piaciute le espressioni rurali generate dalla vita western. La maggior parte della scrittura è osservare quello che ho fatto. Ho guidato, fatto escursioni, sciato per moltissimi chilometri assorbendo il paesaggio ed esaminando come le persone adattavano le proprie vite alla terra intorno al loro, al suo carattere. Non c’è stato nulla che mi sia piaciuto “di più” o che sia stato il mio “preferito.” La mia mente non funziona in quel modo. Ho provato (e provo) ad ascoltare e vedere come diversi tipi di persone affrontano il meteo, la povertà, i problemi rurali e l’un l’altro.

D: Ho recentemente concluso la raccolta di racconti ambientati in Wyoming “Brokeback Mountain” e la cosa che mi ha più impressionato è il linguaggio che hai usato. Non posso pensare a una parola più adatta di “aspro.” Hai avuto difficoltà a capire e usare quel linguaggio?

R: No, non ho avuto nessuna difficoltà con il linguaggio.

D: Nella tua personale visione, dove si colloca il panorama nel carattere del Wyoming e nello sviluppo della sua gente?

R: Sì, ovviamente, il carattere delle persone del Wyoming proviene dall’ambiente ad alta quota e dalla storia, ruvida e contorta, della regione.

D: Come lavori prima di scrivere? Quali ricerche fai, e quanto tempo dedichi a esse?

R: Faccio una grande quantità di ricerche–il più possibile, specialmente di storia e memorie.

D: Come trovi ispirazione per le tue storie? C’è qualcosa che ti ha colpito così tanto immediatamente da dire “devo scrivere a riguardo”?

R: Immagino che tu stia parlando di narrativa. Sono troppo impegnata con le crisi climatiche per scrivere narrativa ora. Forse potrò ritornare a farlo un giorno ma al momento sto leggendo circa i cambiamenti dell’oceano, le pessime pratiche di allevamento, la morte dei coralli, alghe, stelle di mare, balene, pteropodi, gli antichi drenaggi delle paludi, le inondazioni attuali, la siccità e gli incendi selvatici, la distruzione dei terreni e migliaia di specie che stanno andando verso l’estinzione. La mia “ispirazione” è la domanda: “Come può l’umanità avere fatto questo? Perché siamo così ciechi verso il mondo naturale?”

Foto: Carlos Alvarez / Getty Images

D: Se tu potessi dare il tuo miglior consiglio ai giovani (e nuovi) scrittori, quale sarebbe?

R: In una parola: LEGGERE è il mio consiglio. Impara a scrivere dalla lettura e trova la tua strada.

D: Come ultima domanda ti vorrei chiedere cosa ami di più circa la scrittura. Cosa ti spinge a scrivere ogni giorno, sperando che la prossima cosa scritta sia la tua migliore cosa scritta?

R: La scrittura è come un puzzle ed è questo che mi attrae. Comporre un racconto o un saggio o un romanzo è come costruire un determinato tipo di casa, mettere i pezzi insieme di modo che la rendano solida e bellissima.

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