Sunshine Blogger Award 2019: c’è anche Stories About America

In questa produttiva mattinata di metà luglio, abbiamo ricevuto una bellissima e quanto più inaspettata nomination: quella per il Sunshine Blogger Award. Si tratta di un premio, o meglio, un riconoscimento, a quei blogger che con la loro presenza online, e i contenuti da loro offerti, riescono a ispirare, trasmettere positività o più semplicemente creare un ambiente piacevole per il lettore.

E’ per questo motivo che siamo felici e profondamente orgogliosi di essere stati nominati dal blog Usa la valigia che, nonostante sia nato solamente da una manciata di mesi, è già stato in grado di fornire contenuti sui viaggi da loro affrontati nel bellissimo paese che anche noi di Stories About America amiamo tanto. Quello decorato sulle più brillanti tinte del rosso, bianco e blu: gli Stati Uniti d’America!

Il regolamento si compone dei seguenti punti:

  • Ringraziare e menzionare il blog che vi ha nominato.
  • Rispondere alle domande che vi ha fatto.
  • Nominare altri blogger ritenuti validi (preferibilmente da 5 a 10).
  • Preparare per loro altre domande (da 10 a 15).
  • elencare le regole e mostrare il logo del Sunshine Blogger Award sul vostro sito.

Come potete capire, è dunque un modo per darsi visibilità a vicenda, cercando di incentivare quei blog che offrono contenuti interessati e innovativi.

Partiamo subito rispondendo alle domande che ci hanno proposto, con le risposte di Tiziano Brignoli, il nostro fondatore.

1) Perché avete iniziato a scrivere il blog?

Ho sempre amato gli Stati Uniti, fin da piccolino. Sono sempre stati la mia casa lontano da casa. Il posto che ho sempre desiderato di visitare, e un bel giorno, vivere. Dunque, dopo averli toccati con mano, e avere sviluppato nel corso del tempo amicizie con persone del posto, ho pensato di creare un luogo dove condividere storie americane che raccontassero, né più né meno, il vivere americano. Il nostro slogan infatti è: “Storie americane che meritano di essere raccontate.”

2) Quale è la città in cui avete lasciato il cuore e quale vi ha più deluso e perché?

In poco più di un anno ho visitato New York City e Londra, per ben due volte. Mi sono sentito infinitamente grato ad avere avuto queste opportunità in così poco tempo.

Sono entrambe città che mi hanno sorpreso positivamente. Seppur l’impatto con New York sia ben più d’effetto, e l’adrenalina che scorre in corpo la sera appena arrivati sia tanta, anche Londra ha i suoi pregi, semplicemente dall’aspetto più delicato e raffinato.

A New York ho amato i grattacieli, il quotidiano caos della vita, ma a Londra ho amato camminare di sera lungo il Tamigi, o in quartieri come Mayfar, circondato dalle luci soffuse dei pub. Per non parlare del mio posto preferito in assoluto: Liberty!

3) Avete un aneddoto divertente che è accaduto durante i vostri viaggi?

Potrei raccontare tanti piccoli aneddoti, successi sia a New York che a Londra. A New York ho amato le conversazioni improvvisate che avvengono per strada; gente che corre chissà dove ma non prima di averti detto “bel cappellino” o “bella maglietta”.

A Londra ho avuto meno episodi di questo tipo ma, ad esempio, è stato bello cenare in un pub, uscire salutando la cameriera, tornare in albergo, riguardare lo scontrino e leggere con sorpresa la scritta sul retro: “Thank You! <3”

4) Cosa non deve assolutamente mancare in tutti i vostri viaggi?

Ah, bella domanda! Io sono un organizzatore compulsivo. Non potrei mai andare in un posto senza sapere prima dove mangiare, cosa visitare, (perfino dove parcheggiare!), quindi potrei dire l’organizzazione.

Ma ovviamente non può mancare una buona macchina fotografica e, in base al posto, un indumento particolare. A Londra sono sempre andato in aeroporto con un papillon preso da Liberty, perché lo sapete, no? A Londra si va con stile. Nel mio amato Wyoming, per esempio, non partirei mai senza il cappello da cowboy.

5) Quali sono le vostre paranoie pre-partenza?

Come detto, l’organizzazione. Talvolta mi causa perfino ansia non essere in grado di studiare un approfondito piano di viaggio. In generale, tuttavia, non ho molte paranoie, perché so che sto per affrontare una grande avventura. Just go and have fun.

6) Avete mai incontrato persone in viaggio con le quali siete rimasti in contatto?

Incontrate in viaggio, no, ma ho moltissimi amici americani. Amicizie che ho sviluppato con il tempo, soprattutto grazie ai social, e che ora sono diventate amicizie solide e concrete, a cui non potrei mai rinunciare, e a cui sono infinitamente grato.

7) Avete mai avuto problemi con la lingua? 

No. L’unica difficoltà è il primo/secondo giorno, quando magari non parli l’inglese da tanto tempo a quel livello, e dunque ti ritrovi a essere un po’ disorientato, ma ci si abitua abbastanza velocemente, anche con un livello poco più che scolastico.

A me aiuta moltissimo leggere in inglese e avere amicizie con le quali, inevitabilmente, parlo in questa lingua.

8) Vi siete mai dimenticati di qualcosa di essenziale?

Nuovamente, no. Anche se ho sempre la paura di partire senza passaporto, documenti, o qualcosa di necessario per il viaggio, ma penso siano preoccupazioni normali in tutti i viaggiatori.

9) Quale è stato il viaggio più costoso e quale quello più economico?

Il viaggio più costoso è stato a New York. Nonostante fosse febbraio, sommando tutte le spese, il costo finale è risultato sicuramente esoso, ma d’altronde è un’esperienza che tutti noi vogliamo e dobbiamo fare, almeno una volta nella vita. Il più economico, invece, sono state entrambe le volte a Londra. Una città talmente vicina che una toccata e fuga è sempre una cosa buona e giusta da fare.

10) Avete mai avuto disavventure durante il tragitto per raggiungere la vostra destinazione?

No, sono un viaggiatore piuttosto fortunato, anche se non ho esperienze di viaggio così lunghe.

11) C’è un “errore” che dite di non voler fare più ogni volta che tornate da un viaggio e invece ripetete sistematicamente?

Nuovamente no. Anzi, credo che sia l’esatto contrario. Mi pento di non avere fatto tutto, o abbastanza, e quindi mi riprometto di fare meglio la volta successiva. Ma quando viaggio (e quando torno) sono sempre così pieno di entusiasmo e gioia di vivere che non penso affatto ai possibili errori fatti.

12) Vi è mai capitato di viaggiare con la comitiva sbagliata?

Non posso concludere diversamente: no. Il motivo è molto semplice: viaggio in solitaria. E’ la miglior cosa che si possa fare a parere mio. Certo, serve coraggio, una discreta conoscenza della lingua, e avere la giusta predisposizione mentale, ma seguire i propri tempi, visitare solo ciò che si vuole e mangiare dove si vuole, ti offre una forma di libertà e pace senza eguali. Ah, ho già detto che serve (tanto) coraggio?

Le mie nomination sono solo tre:

Le mie domande invece sono:

  1. Qual è la città, lo stato, o più semplicemente il posto che vi ha maggiormente colpito nei vostri viaggi?
  2. C’è un posto che non avete ancora visto, ma che desiderate ardentemente visitare?
  3. Viaggiate in compagnia o in solitaria? Quale delle due preferite?
  4. Come vivete il periodo pre-partenza?
  5. Il viaggio più lontano che avete fatto? E quello più vicino (fuori dall’Italia)?
  6. Qual è il vostro mezzo di trasporto preferito?
  7. Se poteste definire gli Stati Uniti in una parola, quale sarebbe?
  8. Perché amate viaggiare? E come viaggiare vi ha aiutato a crescere, migliorare, cambiare?
  9. Qual è, e quando è stato, il vostro primo viaggio, in assoluto, e negli Stati Uniti?
  10. Qual è stata l’idea alla base del vostro blog? Perché è diverso e innovativo?
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