La storia del Fitzgerald Museum a Montgomery, Alabama – Parte 2

Nel precedente e primo articolo di questa serie, abbiamo introdotto la storia e il retaggio del Fitzgerald Museum di Montgomery, in Alabama, dove vissero Scott, Zelda e la piccola “Scottie” a inizio anni ’30.

Oggi vi vogliamo raccontare lo sviluppo di questo museo nel corso degli anni successivi, cosa ha oggi da offrire e perché è diventato un vero e propio punto di riferimento per tutti gli appassionati dell’epoca del Jazz di cui Scott Fitzgerald era il maggiore esponente.

Nel maggio del 1989 il Fitzgerald Museum ha ufficialmente aperto le proprie porte al mondo letterario e a visitatori da tutto il mondo. Fin da subito, tuttavia, diversi vicini iniziarono a lamentarsi dell’aumento del traffico e dei rumori nel quartiere, a causa del continuo via vai di turisti e curiosi, che disturbavano la quiete che fino a poco tempo prima regnava nella zona.

Ci furono diverse discussioni e alla fine vennero stabiliti alcuni accordi per una pacifica convivenza fra questo luogo storico e turistico alla tranquillità di un quartiere residenziale. Fin da allora, migliaia di turisti da tutto il mondo sono arrivati appositamente a Montgomery per osservare dipinti, quadri, prime edizioni di libri, esposizioni di lettere e d’arte, tutto con lo scopo di raccontare e preservare la storia di Scott e Zelda e della casa in cui abitarono.

Come il signor McPhillips, fondatore del museo, ha successivamente sottolineato, “la preservazione storica, specialmente entrando nel nuovo millennio, è estremamente importante.” Il motivo, ha ricordato, è che con lo sviluppo tecnologico e sociale, si rischia di perdere la conoscenza e la comprensione delle proprie radici, se non si agisce preventivamente per preservarle. “Se noi non comprendiamo la Storia, come è andata, come è successa, siamo destinati a ripetere i suoi sbagli”.

Foto: fortheloveofwanderlust.com

La crescita e la popolarità del museo

C’è da ricordare che il Fitzgerald Museum non è solamente dedicato a Scott, ma con lui anche Zelda, che era ugualmente una talentosa artista, in numerosi campi. Come io ho scritto nel mio libro, non esisterebbe infatti Scott Fitzgerald senza Zelda Sayre – e viceversa.

“Lei [Zelda] è riconosciuta come una delle fondatrici dell’idea femminile della ‘flapper“, ha ricordato McPhillips.

Nel 1996, Julian McPhillips e sua moglie Leslie parteciparono alla F. Scott Fitzgerald Conference, che si tenne a Princeton. Il lavoro fatto all’interno del Fitzgerald Museum, poi, gli permise di organizzare la conferenza del 2013 proprio al museo, attirando persone da ogni continente, e perfino parenti di Scott e Zelda, fra cui le nipoti Bobbie Lanahan e Cecilia Ross.

E’ per questo motivo che il Fitzgerald Museum è a tutti gli effetti un punto cardine di un viaggio in Alabama e nel profondo sud del Paese. Un luogo artistico, letterario, storico e culturale, distante solamente pochi minuti dal centro e dallo State Capitol.

Soprattutto è importante il ruolo che ha giocato nella vita di Scott e Zelda. Lo stesso Scott che, nonostante l’immensa popolarità, soprattutto in America, grazie a successi tardivi come accaduto con Il grande Gatsby, non riscontrò mai durante i suoi vent’anni di carriera un successo strabiliante, differentemente da altri scrittori dell’epoca. Basti infatti pensare che Di qua dal Paradiso, il suo primo libro e quello più di successo nel corso della sua vita, vendette solamente 50,000 copie, procurandogli la modesta cifra di 15,000 dollari in royalty.

E’ per questo motivo che visitando il Fitzgerald Museum, dove troverete centinaia di artefatti e oggetti posseduti dai Fitzgerald, potrete per un attimo viaggiare e ritrovarvi anche voi nella Jazz Age americana. Così vivrete quella che oggi è una leggenda, e quella che all’epoca fu una tragedia, sociale e umana, scolpita nella storia dell’America – “una volontà del cuore”, come scrisse F. Scott Fitzgerald.

Un ultimo consiglio…

Se volete vivere al massimo l’esperienza del Fitzgerald Museum, potete anche dormirci, soggiornando in una delle due suite disponibili, ossia quella dedicata a Scott, oppure quella dedicata a Zelda.

Insomma, una bellissima iniziativa, anche di restauro e promozionale, che noi di Stories About America condividiamo in pieno, e non possiamo che consigliare.

Vi consigliamo anche di visitare il sito ufficiale del Fitzgerald Museum.

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