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Mustang: intervista con Mary Hone, fotografa e avvocato per la tutela dei cavalli selvaggi

Recentemente ho scritto un articolo introduttivo riguardo il problema che ormai da decenni affligge i cavalli selvaggi nel West. La pressione alla quale sono sottoposti, il pericolo nel quale si trovano, e le possibili soluzioni e relative discussioni a riguardo. Lo potete trovare qui.

Fortunatamente esistono moltissime organizzazioni, e persone indipendenti, che si espongono pubblicamente per questi cavalli. Che partecipano alle manifestazioni e si mettono in gioco affinché qualcosa cambi e che maggiori persone possano sensibilizzarsi sull’argomento. E’ per questo motivo che sono felice e orgoglioso di presentarvi questa intervista con Mary Hone, che nel West ci vive, e con i mustang ha un legame davvero speciale.

Mary visita spesso le aree nelle quali si trovano questi cavalli, fotografandoli e successivamente organizzando mostre per sensibilizzare l’opinione pubblica a riguardo (argomento di cui parleremo nell’intervista). E’ inoltre un vero e proprio avvocato per i mustang, pronta a esporsi e discutere con la BLM di possibili soluzioni al problema.

Domanda: So che recentemente hai partecipato a un rally a tutela dei cavalli selvaggi in Utah. Come è andata? Ritieni che ci debba essere più dialogo fra le parti interessate, più comprensione?

Risposta: AWHC, l’American Wild Horse Campaign, ha organizzato quel rally. Si concentrava specificatamente sul salvare i cavalli selvaggi Onaqui dello Utah. Loro sono gli avvocati numero uno per i cavalli selvaggi negli Stati Uniti dell’Ovest. Stanno provando a convincere la BLM ad espandere il programma PZP alle aree di management, e il rally era specifico per gli Onaqui.

(Il programma PZP è un vaccino contraccettivo per la regolazione del management dei cavalli selvaggi sul territorio. Una soluzione approvata e sostenuta dalla maggior parte degli avvocati dei cavalli selvaggi).

So che loro hanno parlato con la BLM il giorno dell’evento, e sono seguite delle conversazioni. Il giorno del rally la AWHC ha dichiarato che la BLM dello Utah è aperta a un compromesso a questa particolare area di management, e quello è un passo verso la giusta direzione.

Quando ho organizzato il lavoro dei volontari per l’evento, ho parlato con Tami della BLM riguardo al punto in cui eravamo nelle nostre conversazioni. Mi ha detto che hanno avuto un’altra conferenza quella settimana con la AWHC, ma non ho sentito nient’altro oltre a quello.

E’ fondamentale che gli avvocati dei cavalli lavorino con la BLM, per quanto sia disgustoso per molti di noi. Ma la BLM prende decisioni sui round-up, e se vogliamo che i cavalli rimangano dobbiamo lavorare con loro. Sono l’ultima persona che vuole vedere round-up nei quali muoiono dei cavalli, e sono un grande avvocato per il programma PZP. Voglio fare volontariato a riguardo in Utah. Ma, in qualche modo, un compromesso deve essere raggiunto. Non so come, vorrei avere le risposte.

Foto: Andy Barron / AP

D: Un altro argomento che mi sembra interessante è la mancanza di conoscenza delle persone normali a riguardo. Ritieni che la mancanza di conoscenza sia una delle cause del problema con i mustang? E se sì, secondo te, come le persone possono essere maggiormente integrate nel processo?

R: E’ interessante come moltissime persone non hanno idea del problema che affligge i cavalli selvaggi, specialmente quelli della costa est. Noi organizziamo delle gallerie d’arte durante l’anno, in Wyoming, Montana, Idaho e Arizona. Io stessa ho le miei immagini di cavalli selvaggi da vendere e quello aiuta sempre a iniziare una conversazione. O la gente non sa niente, o lo sanno, ma non si rendono conto dell’attacco che questi cavalli stanno subendo, oppure sono della mia stessa opinione. Per quanto mi riguarda, la mia arte è un grandissimo modo per educare e portare attenzione su cosa sta succedendo. Ne ho scritto un po’ a riguardo qui.

Oltre a quello, i social media hanno fatto un sacco per i cavalli selvaggi anche. Ci sono persone in tutta la nazione, o nel mondo, che non hanno nemmeno mai visto un cavallo ma chiamano, scrivono e si espongono per loro. Tutto questo aiuta. E’ interessante perché ho amici della costa est che sono interessati ad aiutare questi cavalli, vedono tutte le immagini e i post, e scrivono le loro risposte e ottengono migliori risposte di quelle che ottengo io qui nell’Ovest.

Ovviamente, qui nel West abbiamo anche la battaglia con i proprietari di bestiame, di cui tutti i rappresentanti statali sono a conoscenza. Ovviamente i social media sono un ottimo posto per cattive informazioni anche, e ce ne sono parecchie là fuori.

Qualunque cosa che porta l’attenzione sulla problematica dei cavalli selvaggi è buona. Più persone ne sono a conoscenza, meglio sarà per i cavalli. Più pressione c’è sui politici, meglio è.

D: Quali sono i tuoi consigli per le persone, in America e nel mondo, che vogliono essere maggiormente esposte nella tutela dei mustang?

R: Chiunque, ovunque, può scrivere a senatori e deputati o alla BLM. Specialmente se punti ai deputati che sono nel comitato che prende le decisioni. Firmare delle petizioni valide è inoltre un’ottima soluzione.

La AWHC ha grandi informazioni sul loro sito web riguardo a chi scrivere o chiamare, o modi per essere inclusi nella vicenda. Anche donare alla AWHC è un grande modo per aiutare. Vanno sempre in tribunale per lottare sui problemi riguardanti i cavalli, e quello richiede denaro. Un sacco di denaro. Sponsorizzano anche il programmo PZP. E ovviamente parlarne, spargere la voce intorno al mondo è sempre positivo.

Foto: Joe Amon, The Denver Post

D: Come ti senti quando sei “vicina” a un cavallo selvaggio? Cosa succede dentro di te in quel momento?

R: Wow, questa è una cosa difficile da raccontare a parole. Si prova una sensazione di pace, è esaltante ed è una connessione incredibile. Per me, è come visitare vecchi amici. E’ eccitante vedere come sta ognuno di loro.

Quando corrono e posso sentire il loro zoccolo battere nella mia anima, è un sentimento che non è paragonabile a nient’altro al mondo. Quando c’è pace e alcuni stanno dormendo, o posso semplicemente sentirli mangiare l’erba, è molto rilassante. Ci sono un paio di video sulla mia pagina Facebook “Tales from the back road“. Quello ti darà un’idea di come ci si sente.

D: Come ultima domanda, ti vorrei chiedere come mai ami tanto i mustang. Cosa ti ha ispirato a iniziare a fotografarli, organizzare mostre, lottare per loro…

R: Questo articolo che ho scritto riassume tutto al meglio. Ma semplicemente amo ciò che rappresentano, la vita che conducono, la libertà di cui loro godono. Osservare le dinamiche familiari è incredibile, e gli umani possono imparare una lezione da loro.

Per quanto riguarda la mia arte, loro sono incredibilmente fotogenici. E chiunque ama i cavalli. In più, come ho detto in precedenza, l’arte porta ad aprire numerose conversazioni a riguardo. Cosa stanno affrontando, come noi li possiamo salvare.

Ho innumerevoli profondi stati d’animo a riguardo, e sento una fortissima connessione con loro. Tutto questo viene trasmesso nella mia fotografia e arte. Se ami ciò che crei, o il soggetto dietro quella creazione, la tua passione viene trasmessa.

Vi invito, nel caso abbiate apprezzato e vogliate condividere l’articolo, di usare l’hashtag #KeepWildHorsesWild, spesso usato dalle organizzazioni a tutela dei cavalli selvaggi. Grazie.

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