Senza categoria

The Big House: quando dei ragazzi del college riempiono stadi da 100,000 posti

Che lo sport in America sia una vera e propria filosofia di vita, e che il football sia una forma di religione, questo già bene o male lo sapevamo. Ma che ci siano storie sportive di appartenenza, cultura, miti e tradizioni, potrebbe essere invece meno noto. Ancora meno se i protagonisti di queste storie sono normali ragazzi del college, e non i più blasonati nomi della NFL o della MLB.

Immaginatevi un normale sabato pomeriggio di metà settembre. Sta per iniziare la stagione del football in America, e con lei anche – e soprattutto – quella della NCAA, ossia lo sport collegiale. L’aria è frizzante ma il sole è splendente in cielo. La banda dell’università suona dei simpatici motivetti per intrattenere il pubblico, sta per esserci il kick-off – il calcio d’inizio. 100,000 persone (sì, avete capito bene) alzano il volume del proprio tifo per spingere la squadra di casa: i Michigan Wolverines, dell’Università del Michigan, nella caratteristica città di Ann Arbor.

Già questo basterebbe per sorprendere; pensare che 100,000 persone paghino un biglietto e riempiano uno stadio enorme per guardare giocare ragazzi di 20 anni o poco più grandi può sembrare follia, ma è questa la grande bellezza dello sport in America.

100,000 tifosi che poi non sono altro che un agglomerato di:

A) vari studenti dell’Università. B) ex studenti dell’Università. C) aspiranti studenti dell’Università. D) più semplicemente, abitanti di Ann Arbor legati al team sportivo cittadino.

I Michigan Wolverines sono ritenuti una delle squadre storiche della NCAA, al pari di Ohio State o Notre Dame. Squadre, dunque, che hanno fatto la storia del football collegiale americano.
Ah… #GoBlue!!

La prima partita in quello che inizialmente era semplicemente conosciuto come Michigan Stadium avvenne il 1 ottobre 1927, e già questo deve bastare per far apprezzare le gesta e le storie che questo impianto potrebbe raccontare. 40,000 persone assistettero alla partita. Se pensate che siano tante per dei ragazzi del college, rimarrete stupiti nel sentire che, solamente tre settimane dopo, venne stabilito il record (dell’epoca) di 84,401 spettatori paganti per una partita. Ancora nulla in confronto agli oltre 100,000 tifosi che oggi riempiono quasi ogni settimana d’autunno quella che poi venne affettuosamente riconosciuta come The Big House.

La Big House durante un progetto di espansione nel 1949.
Uno stadio che a tutti gli effetti appartiene alla storia del football americano.

Nonostante non sia certo chi abbia coniato o usato per primo questo termine, è certo che divenne popolare intorno agli anni ’80, e poi reso emblematico da Keith Jackson, storico commentatore sportivo dell’ABC.

I fan degli Wolverines sono conosciuti per essere tra i più affezionati e calorosi del football collegiale, al pari di stati dove la religione del football è – in teoria – perfino più sviluppata, quali Texas e Ohio. Michigan nel 2012 ha stabilito il record di media spettatori durante una stagione: 112,251. Di media!

Possiamo dunque dire che più questo stadio invecchia, allo stesso tempo rinvigorisce. Più passano gli anni più Ann Arbor si affeziona al suo principale team sportivo.

Se questa foto non vi mette i brividi, allora non sappiamo cos’altro dire per farvi rendere conto di cosa significhino gli Wolverines per Ann Arbor.

E’ il football in salsa collegiale. Molto più territoriale di quello della NFL (che comprende solamente 32 squadre, nemmeno una a stato). Nelle università americane, invece, si gioca un football più provinciale, da cui scaturisce un maggiore senso di appartenenza, soprattutto perché – e Michigan ne è un esempio concreto – i suoi tifosi sono tutte persone che, in un modo o in un altro, hanno girato intorno all’università, o in qualche modo continuano ancora a farlo.

Volete un record finale? Nel 2013, nella grande partita (e rivalità) contro Notre Dame (un altro luogo dove guai a considerare il football un semplice sport), Michigan vinse 41 a 30, davanti a 115,109 magliette gialle e blu sugli spalti della Grande Casa del football americano.

Condividi:
Commenti disabilitati su The Big House: quando dei ragazzi del college riempiono stadi da 100,000 posti

Tiziano Brignoli è uno scrittore, autore di due libri. Il saggio letterario "F. Scott Fitzgerald: Una sorta di grandezza epica" e la raccolta di racconti "Buonanotte Wyoming". Ha scritto un saggio sul Presidente Kennedy, attualmente in fase di editing, e sta lavorando al suo primo romanzo. E' un fotografo amatoriale, appassionato lettore e viaggiatore. Nostalgico di natura.

Translate »