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Big Sur: tra letteratura, storia e natura incontaminata

Il mito della California, terra soleggiata, piena d’oro e di occasioni da afferrare, risiede anche in un luogo storico, ormai parte della leggenda della Golden Coast americana.

Visitato, fotografato, letto e soprattutto attraversato da migliaia di turisti ogni anno, che possiede una storia seconda a nessuno. Sì, sto parlando del Big Sur.

L’origine del nome di questo incontaminato lembo di terra è semplicemente una ridefinizione inglese della parola messicana (a cui un tempo questo luogo apparteneva) El Sur Grande, ossia The Big South.

Oggi è possibile attraversarlo percorrendo la Highway 1, completata nel lontano 1937, e che è considerata, nonché dichiarata la “Prima highway scenografica della California”. E ci potete credere, poiché guidare lungo questa strada a bordo di una macchina (preferibilmente decappottabile) o in sella a una rombate Harley, vi farà immergere nel profondo blu oceanico sotto i vostri occhi e nella fresca natura selvaggia tutto intorno a voi.

Selvaggia in tutti i sensi, perché se sarete fortunati qui potrete osservare una fauna selvatica tra le più diversificate al mondo. Dalle balene ai leoni di montagna, dai falchi della California (i condor) agli elefanti marini.

Sfortunatamente, la magnificenza di questo territorio che si staglierà davanti ai vostri occhi non è esente da pericoli. Le continue e potenti onde che si scagliano contro la frastagliata costa del Big Sur ne stanno provocando l’erosione, con una incredibile (e oserei dire tragica) media di 18 centimetri all’anno!

Come per la maggior parte delle aree naturalistiche al mondo, anche questo luogo è stato fonte di ispirazione per innumerevoli artisti, fra cui scrittori e cantanti. Da Henry Miller a Jack Kerouac con il suo famosissimo Big Sur. Nella musica è impossibile non citare i Red Hot Chili Peppers (che mi sento di consigliarvi per un road trip di questo tipo) con il loro singolo del 2000 “Road Trippin“.

Un connubio perfetto dove la natura è ancora in grado di definire il territorio al posto dell’uomo, e dove l’arte a la cultura ne fanno splendere la storia.

Seguendo il consiglio di Henry Miller: “A gennaio e febbraio le colline sono più verdi. Tanto verdi quasi quanto Emerald Isle”. Bensì, “Da novembre a febbraio sono i mesi migliori, l’aria è fresca e rinvigorente, i cieli limpidi, e il sole è ancora caldo abbastanza per fare un bagno”.

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Tiziano Brignoli è uno scrittore, autore di due libri. Il saggio letterario "F. Scott Fitzgerald: Una sorta di grandezza epica" e la raccolta di racconti "Buonanotte Wyoming". Ha scritto un saggio sul Presidente Kennedy, attualmente in fase di editing, e sta lavorando al suo primo romanzo. E' un fotografo amatoriale, appassionato lettore e viaggiatore. Nostalgico di natura.

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