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Longmire: una serie tv di “frontiera” vecchio stile

E’ stata una delle mie serie tv preferite, e fin dal primo momento in cui ho saputo che si trattava di una serie che tratta le vicissitudini di uno sceriffo del Wyoming, sapevo che non potevo fare altro se non amarla.

Longmire racconta le avventure di Walt Longmire, sceriffo di Absaroka County in Wyoming, la contea (fittizia) meno popolosa dello stato meno popoloso negli States. Ma è tutto il contorno ad essere meraviglioso: il team a supporto dello sceriffo è piccolo, come quello in una vera, piccola comunità di provincia americana, ma ben assortito ed equilibrato. Le singole storie personali sono affascinanti e non perdono mai di energia o suspence, anzi. In moltissimi episodi avvengono colpi di scena che vi lasceranno con il battito cardiaco accelerato, ma sono comunque ben assortiti e lo sviluppo della storia è piuttosto lineare.

Non manca poi la presenza del panorama a definire lo sviluppo della storia. Come molti di voi sapranno, infatti, in Wyoming il territorio è parte integrante delle vicissitudini di vita dei suoi abitanti. Può essere il tuo migliore amico durante una passeggiata a cavallo, ma può anche diventare il tuo peggior nemico se preso sottogamba.

Infine vi è la presenza costante delle tribù indiane che popolano la contea, in particolare gli Cheyenne e i Crow. Il migliore amico di Walt, non a caso, è Henry StandingBear che ha proprio origini Cheyenne. Il ruolo della cultura indiana, è giusto affermare, risulta predominante nello sviluppo di tutta la storia.

Questa serie tv è tratta dai romanzi di grande successo dell’autore Craig Johnson, che in passato ho anche intervistato (potete leggere l’intervista qui). Johnson infatti vive proprio nell’area in cui è ambientata la serie tv (e i libri) e i suoi vicini di casa sono proprio le due tribù indiane precedentemente citate. E’ quindi la persona più adatta per raccontare una storia di questo tipo.

L’autore della serie di libri, Craig Johnson.

Sia nei libri che nella serie tv non mancano le battute adatte per smorzare la tensione, ma soprattutto scene ad alta drammaticità. Longmire è una vera e propria serie tv western in salsa moderna, ma con valori vecchio stile: l’amore per la propria famiglia e per la propria terra, nonché ideali quali l’onestà e l’incorruttibilità difficile da sostenere a causa di sfide personali e interiori. Tutte caratteristiche degne di un buon western.

Oggi la serie tv è conclusa, ma ha visto ben sei stagioni di grande successo, tanto che oggi a Buffalo, cittadina del Wyoming da cui Johnson ha preso spunto per ricreare Durant nella serie di libri, ogni estate si tiene un festival country a tema Longmire, con interviste, firma copie, foto con i protagonisti e tanto altro. Insomma, una serie tv imperdibile, non solo per gli amanti del western, ma anche per chi è appassionato della vita da piccola cittadina americana, e per chi vuole seguire una serie tv sia intensa ma che non perde di vista i vecchi valori di una volta.

Tiziano Brignoli è uno scrittore, autore di quattro libri. Il saggio letterario "F. Scott Fitzgerald: Una sorta di grandezza epica", la raccolta di racconti "Buonanotte Wyoming", il saggio biografico "Jack Kennedy: Il ritratto privato di un mito moderno" e il libro fotografico "Pèa Sbernigada", dedicato al suo paese natale. In autunno pubblicherà la novella natalizia autobiografica "Canto di Londra." I suoi libri sono tutti disponibili su Amazon. Il suo sogno è vivere negli Stati Uniti, magari in Wyoming, oppure in una graziosa cittadina del New England.

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