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Riflessioni sul patriottismo

Quando si pensa al patriottismo la nostra mente viaggia immediatamente negli Stati Uniti d’America. Sarà per l’immagine che ha trasmesso il cinema nel corso degli anni; sarà per l’orgoglio che essere americani crea nei suoi abitanti, ma l’amore per la propria patria qui è ben radicato.

Il patriottismo può presentarsi sotto diverse forme. Non dobbiamo semplicemente ritenere patriottica quella persona che espone orgogliosamente la bandiera a stelle e strisce sul porticato di casa. Un patriota è colui che vive secondo lo stile di vita americano, che si sente rappresentato da esso.

Soprattutto nell’epoca moderna, è importante dare una concezione diversa e più ampia al patriottismo americano. Gli Stati Uniti d’America non sono mai stati così diversi, ma purtroppo anche così divisi, come oggi. La politica è polarizzata, e questo ha portato le persone, nella vita di tutti i giorni, ad essere polarizzate a loro volta. A perderci, è opinione di questo scrittore, è appunto la forma più pura del patriottismo. Quella che vede un bambino o un uomo adulto mettersi una mano sul cuore davanti a una Star Spangled Banner e recitare le parole: “Una nazione sotto Dio… indivisibile…

Intendo che oggi si è talmente arrabbiati e frustrati verso ogni cosa, anche per la totale interconnessione h24, che perdiamo di vista i piccoli focolai di grandezza americana. Ho sempre amato questa parola, perché ritengo esprima perfettamente il concetto di American way of life, e nell’American way of life più autentico vive il patriottismo a stelle e strisce.

Focolai di grandezza americana

Gli Stati Uniti sono una terra vasta e poliedrica. Si passa dalle grandi metropoli come New York, che secondo qualcuno (e anche secondo noi di Stories About America) non rappresenta l’America vera, ma rappresenta certamente una grande (soprattutto economica) parte di America, che produce miliardi sull’innovazione e sulla capacità di lottare e riprendersi.

Poi c’è l’America del Midwest. Un territorio di gente onesta, lavoratori infaticabili, dediti all’amore per la propria famiglia e a costruire qualcosa di importante – per se stessi e per la nazione. Non importa se le grandi luci dei riflettori siano a migliaia di chilometri di distanza…

C’è il Texas dei petrolieri e delle Friday Night Lights, dove dei normalissimi adolescenti ci ricordano costantemente la bellezza dello sport che unisce, e che ci rende grandi.

C’è la California, che fu terra d’oro e di opportunità. Noi non la amiamo particolarmente, ma non possiamo negare l’importanza di questo territorio nello sviluppo, sia economico che culturale, americano.

Più in generale, l’America è composta da tante, bellissime, personali e intime storie di patriottismo. Il patriottismo di Boston, e della sua “culla d’America”. Il patriottismo del Wyoming, dove la frontiera ricorda i sacrifici della vecchia America. Il patriottismo di un tipico quartiere residenziale nei sobborghi di una città, che ci ricorda il sogno americano più autentico – una famiglia, un bel gruppo di amici e un piacevole barbecue il venerdì sera.

Ma il patriottismo è anche un hot-dog il quattro di luglio. Il patriottismo, nella sua forma più autentica, ma che può essere anche quella più dolorosa – quella del sacrificio più estremo – è l’amore che un soldato ha verso la propria patria. Un amore rappresentato attraverso l’arruolamento, i combattimenti in guerra, la lontananza forzata dalla propria famiglia… L’amore per la patria, in America, lo si vede in ogni forma, in ogni persona, in ogni storia. Bisogna solo saperlo scorgere. Questo rende speciale l’America. Un Paese che, nonostante le recenti difficoltà, mantiene un carattere tutto suo, e non si fa condizionare dai pregiudizi esterni.

Quando si pensa all’essere americani, c’è tutto un mondo sottostante che ci viene in mente. Un mondo fatto di modi di parlare, comportarsi, mangiare, vivere la vita. Ossia, l’American way of life. Questo non succede altrove, non in tale misura ed è questo che rende l’America un luogo meraviglioso.

Il bisogno collettivo del patriottismo

Sì, l’America ha bisogno del patriottismo. C’è chi lo è di più, e a chi non gliene può fregar di meno, ma gli States, per mantenersi tali in futuro, compresa la propria grandezza economica e mondiale, devono mantenere questo alone composto in parte di mistero, in parte di fascino, in parte di mitologia, in parte di storia e in parte di opportunità, che li ha contraddistinti per quasi trecento anni.

Non dobbiamo mai dimenticarci che il patriottismo in America risiede nelle piccole azioni quotidiane. Il patriottismo è un bambino che vende la limonata fuori da casa sua. Un gesto che parla di spirito d’iniziativa e perfino imprenditoriale, che esprime libertà e gioia. Un gesto che ci racconta di un’America che sogna in grande, ma che dà valore alle piccole cose.

Tiziano Brignoli è uno scrittore, autore di quattro libri. Il saggio letterario "F. Scott Fitzgerald: Una sorta di grandezza epica", la raccolta di racconti "Buonanotte Wyoming", il saggio biografico "Jack Kennedy: Il ritratto privato di un mito moderno" e il libro fotografico "Pèa Sbernigada", dedicato al suo paese natale. In autunno pubblicherà la novella natalizia autobiografica "Canto di Londra." I suoi libri sono tutti disponibili su Amazon. Il suo sogno è vivere negli Stati Uniti, magari in Wyoming, oppure in una graziosa cittadina del New England.