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AL RIPARO! È iniziata la stagione dei tornado

In tutto il mondo il termine primavera è associato al risveglio, al ritorno alla vita, alla natura che ritorna a sbocciare, al clima di nuovo mite e alle giornate che placidamente si allungano. Non una sola espressione che possa far pensare ad eventi nefasti o mettere di malumore.

Come spesso accade per un’infinità di argomenti, l’America merita un discorso a parte. Sì, perché qui la primavera non porta in dote solo magnolie in fiore e pensieri positivi, ma anche condizioni ideali alla formazione di straordinari fenomeni temporaleschi.

Prendete dell’aria calda e umida che dal golfo del Messico sale verso nord, aggiungete l’aria secca che penetra da ovest e farcite il tutto con le correnti fredde in caduta libera dal Canada. Ecco, avete appena creato una bolla di atmosfera parecchio instabile, un’autentica bomba ad orologeria che da lì a poco darà vita ad uno degli spettacoli meteorologici più affascinati, unici e pericolosi al mondo: i tornado.

Un tornado non è altro che un violento vortice d’aria che si origina alla base di un cumulonembo e giunge a toccare il terreno. Detto anche tromba d’aria, è un fenomeno altamente distruttivo, quasi sempre associato a temporali estremamente violenti (supercelle), che può percorrere centinaia di chilometri e generare venti fino a 300 km/h.

Foto: 3bmeteo.com

Sebbene nessuna regione degli Stati Uniti si possa considerare immune al pericolo tornado, l’area più frequentemente colpita è quella delle Grandi Pianure, la cosiddetta “Tornado Alley”, che comprende gli stati di Texas, Oklahoma, Kansas, Iowa, Dakota del Sud e Nebraska.

Gli studi effettuati negli ultimi 30 anni dall’agenzia federale statunitense di oceanografia, meteorologia e climatologia (NOAA) hanno mostrato però che l’incidenza e la localizzazione dei tornado su scala media annuale si sta piano piano spostando verso est, in un’area che parte dalla Louisiana e termina in Carolina del Sud, toccando Arkansas, Missouri, Tennessee, Mississippi, Alabama e Georgia, denominata “Dixie Alley”.

Il Dottor Victor Gensini della Northern Illinois University assieme ad Harold Brooks del NOAA (i due ricercatori più importanti del Nord America nel campo dei tornado) sono concordi nell’affermare che la causa di questo scivolamento ad oriente sia da imputare all’innalzamento della temperatura globale, la quale favorirebbe l’afflusso di molta più aria umida dal golfo del Messico e che renderebbe più secche e calde le zone aride e desertiche del sud-ovest.

La loro preoccupazione maggiore risiede nel fatto che il nuovo epicentro dei twister andrebbe a colpire una parte di America più densamente popolata rispetto alla precedente. Non bastasse, sembra che la potenza distruttrice dei fenomeni temporaleschi stia aumentando ogni anno di più.

Anche in questo 2020 la stagione dei tornado non si è fatta attendere; anzi, complice un inverno più che mai breve, ha pure anticipato i tempi. E sta confermando le tesi dei ricercatori. Ad inizio marzo infatti un violentissimo tornado ha impattato su Nashville e sul Tennessee centrale, causando 26 morti, decine di feriti e 50 mila famiglie senza luce. Una settimana fa nel weekend di pasqua gli stati della Dixie Alley sono stati flagellati da un’ondata di devastanti tornado che hanno causato almeno 32 vittime.

Foto: wqad.com

Vi chiederete: ma come fanno gli americani, pur sapendo del pericolo ciclico che sono costretti ad affrontare, a convivere con questi fenomeni atmosferici? La risposta non è affatto semplice da dare, ma la si può ricercare in due locuzioni: retaggio e prevenzione.

In primo luogo in America la casa non è sinonimo di “per sempre”. Ogni abitazione per ogni americano (soprattutto per quelli che abitano il Midwest) è solo di passaggio, perché in media un cittadino ne cambia fino a dieci nella propria vita. E questo non fa altro che rimarcare il passato carovaniero e pionieristico degli statunitensi: un “popolo nomade” a cui piace costruire e ricostruire la propria vita, mai nello stesso posto.

In seconda battuta anche la prevenzione gioca un ruolo fondamentale nella convivenza uomo-natura. Ecco che allora tutti i dispositivi mobili di default presentano nelle impostazioni la possibilità di attivare le “wireless emergency alerts”, notifiche push in tempo reale che avvertono nel caso di possibili allerte meteo nella zona di residenza. A seguire poi ci sono le TV locali che monitorano al minuto l’evolversi del pericolo. E poi le sirene d’allarme che riecheggiano pochi minuti dall’arrivo del tornado (e che ti impongono di cercare riparo), le dirette radiofoniche della “NOAA weather radio” ed i bunker sotterranei, onnipresenti nei cortili di ogni casa nelle Grandi Pianure.

Insomma, i tornado rimangono un fenomeno affascinante, di comprovata pericolosità, e ancora oggi di difficile previsione. A modo loro, gli americani hanno imparato a coabitare con questi straordinari eventi e ancora una volta ci sono d’esempio nella gestione e nella forza di reagire alle avversità.

Buon vento a tutti!