cultura,  intervista

Crescere e vivere in America: un’intervista con una local

Spesso, da italiani, osserviamo l’America con occhi sognanti. Ci immaginiamo viaggi nella dorata California, o nella poliedrica New York, o ancora, nelle strade larghe e un po’ sperdute del Midwest durante un viaggio verso l’Ovest. Ma l’America è molto più di questo. L’America, come io amo dire, sono tanti piccoli focolari di umanità.

In questa intervista in conversazione con Cindy Stroud Reddick, texana di origine, che oggi vive in Virginia, voglio raccontarvi l’America vista da una local. Cosa significa crescere nella terra delle mille opportunità? Cosa rappresentano per lei oggi gli States? E cosa hanno significato per lei da bambina? Viaggiate con me – e con lei – dunque, e scoprite un’America diversa, più intima e per questo speciale. Buona lettura.

Domanda: Com’è stato crescere in Texas? Cosa lo rende così speciale per te?

Risposta: Il Texas avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Sono nata e cresciuta in Texas, e così anche i miei figli. Crescere in Texas è stato piuttosto fenomenale. Mio papà e mio fratello erano costantemente fuori a cacciare i cervi, mentre mia mamma preparava sempre meravigliosi piatti con carne di cervo. Come famiglia abbiamo condiviso interessi, ad esempio alle fiere della contea e ovviamente ai rodei!

Ho allevato un Brahman Bull (una razza americana di bovini) che mio fratello mi ha regalato quando avevo 7 anni. Alla fine abbiamo dovuto venderlo ad un’audizione perché continuava a saltare fuori dalla recinzione.

La mia infanzia ha incluso anche nuotare nei laghi, avere picnic con famiglia e amici, vendere caramelle per delle raccolte fondi e letteralmente dormire sotto le stelle.

Tutte le scuole, a partire dalla scuola media fino al liceo, hanno lezioni di agricoltura e molti studenti imparano ad allevare animali e se selezionati lo porteranno all’audizione locale. Le scuole texane sono grandi nello sport, dal football, al baseball al volleyball e molti altri… Ho giocato il volleyball al liceo e l’ho amato! Le cheerleader nelle scuole erano – e sono tutt’ora – una questione molto importante.

Il Texas è uno stato veramente alla mano, specialmente quando stavo crescendo. Non chiudevamo mai a chiave le nostre porte, e dare un passaggio a un estraneo era la normalità. Il Texas è una nazione a sé stante. Fanno le loro cose, e le fanno a modo loro e se ne sbattono di tutto il resto. Lo slogan “Don’t Mess With Texas” non potrebbe essere più vero. I texani sono molto orgogliosi del luogo in cui vivono, ma sono anche alcune delle persone più cordiali e gentili che incontrerai. L’ospitalità del Sud è qualcosa che è nelle vene di ogni texano. Crescendo mi è stato insegnato a dire sempre “Grazie”, oppure “Sì, madame” o ancora “No, signore.” Mi è stato insegnato a rispettare le persone più anziane e a porgere sempre una mano agli altri. Per tutti questi motivi, il Texas è veramente speciale per me.

Il Texas significa spazi aperti, tramonti spettacolari, cordialità tipica del Sud degli States, ma anche tanta natura e vita outdoor.

D: Della tua infanzia, cosa ricordi maggiormente del vivere in America?

R: Cosa ricordo di più è vivere una vita felice e senza preoccupazioni. Da bambina giocavo spesso all’aperto e sporcarmi era la parte migliore. Mia mamma spesso ci puliva direttamente di fuori, prima di rientrare a fare il bagno. Bere la Big Red soda era sempre un piacere, mentre il gelato Blue Bell si trovava in ogni casa.

D: Per me, da italiano, la vita americana ha qualcosa di speciale. I quartieri residenziali, le grigliate nel weekend, le scuole con gli armadietti (noi non li abbiamo!), i team sportivi in ogni scuola della nazione, e così via. Ma per te, è “semplicemente” la tua vita. Per cosa sei maggiormente grata di tutte le cose tipiche americane?

R: Direi che sono maggiormente grata per l’inclusione americana. Molti americani abbracciano altre culture e questo è ciò che rende l’America ciò che è oggi.

D: Di tutti i posti in cui hai vissuto, città o piccole cittadine di provincia, qual è il più vicino al tuo cuore, e perché?

R: Houston, in Texas, ha un posto veramente speciale perché è dove sono cresciuta. Tuttavia, la Virginia è diventata la mia casa da adulta. La Virginia è ricca in storia e ha il meglio di entrambi i mondi, bellissime spiagge affiancate alle Blue Ridge Mountains.

Il vibrante dinamismo di Houston.

D: Dunque: grande città o piccola cittadina?

R: Preferisco una grande città e probabilmente è dovuto all’essere cresciuta in una grande città. Ma le piccole cittadine sono piuttosto fenomenali anche.

D: Se ci fosse una cosa che puoi cambiare in America, quale sarebbe?

R: La cosa che desidero maggiormente è l’unità.

D: Hai una particolare esperienza o aneddoto che ti è successo, che racconta del vivere americano?

R: Semplicemente lavorare duramente e guadagnarti la tua strada per me è l’America living. Ottenere una laurea e lavorare per una compagnia meravigliosa mi fa sentire di aver raggiunto il sogno americano. Ho un eccellente equilibrio tra lavoro e vita privata, che mi permette di fare il mio lavoro in 8 ore giornaliere, 5 giorni alla settimana, e il resto del tempo è dedicato a me e alla mia famiglia. Se lo sogni, lo puoi fare in America!

Tiziano Brignoli è uno scrittore, autore di quattro libri. Il saggio letterario "F. Scott Fitzgerald: Una sorta di grandezza epica", la raccolta di racconti "Buonanotte Wyoming", il saggio biografico "Jack Kennedy: Il ritratto privato di un mito moderno" e il libro fotografico "Pèa Sbernigada", dedicato al suo paese natale. In autunno pubblicherà la novella natalizia autobiografica "Canto di Londra." I suoi libri sono tutti disponibili su Amazon. Il suo sogno è vivere negli Stati Uniti, magari in Wyoming, oppure in una graziosa cittadina del New England.