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Vita da sobborgo o da città? Ecco il pensiero di un local

Sono sempre stato affascinato dalle differenze culturali fra la vita metropolitana americana e quella da sobborgo. Sono due stili di vita radicalmente diversi, che offrono prospettive diverse. La prima forse più adatta ai giovani; la seconda per chi vuole costruire una famiglia lontano dal caos della città.

Ne ho parlato con Mark Chekares, che attualmente vive nella periferia di Boston. Potete leggere gli articoli di Mark dedicati alle squadre di Boston su Chowder And Champions, oppure ascoltare il suo podcast dedicato ai Red Sox, Loaded on Lansdowne, disponibile su iTunes, Spotify o sul suo canale YouTube.

Domanda: Raccontaci un po’ di te: sei cresciuto in un sobborgo? Quali sono i tuoi primi ricordi d’infanzia circa quel tipo di vita?

Risposta: Sono cresciuto a Westport, Massachusetts, che è più simile a una piccola cittadina costiera piuttosto che a un sobborgo, ma ho anche vissuto a Chestnut Hill, sempre in Massachusetts e a Mesa, Arizona quando ero nei miei vent’anni. Quelli sono decisamente sobborghi. Com’è la vita lì… dunque, ci sono centri commerciali, catene di ristoranti, supermercati. Sono come piccole comunità indipendenti. Le persone portano a passeggio i propri cani o fanno jogging.

Sicuramente non c’è il feeling metropolitano che si respira in una città, ci sono invece piccoli ristoranti e negozi gestiti in modo indipendente.

Suburbia è un luogo veramente collettivo. I tipici negozi del posto sono Chili’s e Jo-Anne Fabrics.

Domanda: Attualmente tu vivi nell’area di Boston, che è pure molto suburbana. Pensi che crescere in Massachusetts abbia instaurato in te un tipico senso di comunità americana?

Risposta: Eravamo abituati ad andare a scuola con le nostre biciclette nei giorni soleggiati e ai campi da baseball a fare qualche lancio e battuta. Dopo questi mini campionati di baseball eravamo soliti salire sul retro del furgone di mio padre e andare dal gelataio locale a prendere il gelato. (Accidenti, quello non lo posso più fare!)

Domanda: Ricordi di vita tipica americana… se tu dovessi scegliere tra la vita nella downtown di una città e in un sobborgo, quale sceglieresti?

Risposta: Penso che ogni persona giovane debba provare la vita da città. E’ eccitante, perfino ora che ho una certa età. Tuttavia mano a mano che sono diventato più vecchio, sceglierei i sobborghi di sicuro. Se proprio devo essere sincero, ora che sto invecchiando, sceglierei uno chalet nei boschi come fece Thoreau se potessi.

Domanda: Parlando dei sobborghi, quali sono le cose belle e brutte di una vita di questo tipo? Secondo te lì esiste un maggiore senso comunitario?

Risposta: A dire il vero, non credo affatto che nei sobborghi ci sia un maggiore senso di comunità. Forse in passato avrei detto di sì, ma con l’avvento degli smartphone e diavolerie del genere ho assistito a un maggiore senso comunitario di più in specifici quartieri di grandi città.

Ho anche vissuto a Brighton, Massachusetts, il quale è tecnicamente un quartiere di Boston, e ho trovato certamente una maggiore comunità di quanta ne ho notata nei sobborghi vicino Chestnut Hill o durante il periodo che ho trascorso a Mesa.

Il motivo è presto detto: un sacco di giovani si conoscevano e andavamo e venivamo dai nostri appartamenti giocando ai videogiochi e poi magari cenando in compagnia. Inoltre a Brighton ci sono un sacco di immigrati irlandesi, cosicché la cultura del tipico caffè/bar europeo era ben radicata qui.

Domanda: Questo è un punto di vista interessante su come sono visti i sobborghi oggi da chi ci vive. Personalmente li amo un po’ per tutte quelle situazioni che vi possono capitare, come gli stand della limonata. Dove vivi ora succedono questo tipo di cose?

Risposta: Sì, senza alcun dubbio gli stand della limonata o le vendite fuori dai garage sono qualcosa di molto comune. Ad essere sincero più le vendite dei garage rispetto alla vendita della limonata. Un’altra cosa che è figa qui in zona è che hanno fatto la comparsa una sacco di birrerie artigianali nel bel mezzo dei sobborghi. Quello è l’ultimo trend da queste parti. Ci sono anche un sacco di piccole cittadine agricole nel bel mezzo del nulla.

E se voi poteste scegliere, vivreste in una grande città americana oppure in una tranquilla area residenziale suburbana? Raccontatecelo scrivendoci a storiesaboutamerica@icloud.com.

Foto di copertina: Taylor Wilcox / Unsplash

Tiziano Brignoli è uno scrittore, autore di quattro libri. Il saggio letterario "F. Scott Fitzgerald: Una sorta di grandezza epica", la raccolta di racconti "Buonanotte Wyoming", il saggio biografico "Jack Kennedy: Il ritratto privato di un mito moderno" e il libro fotografico "Pèa Sbernigada", dedicato al suo paese natale. In autunno pubblicherà la novella natalizia autobiografica "Canto di Londra." I suoi libri sono tutti disponibili su Amazon. Il suo sogno è vivere negli Stati Uniti, magari in Wyoming, oppure in una graziosa cittadina del New England.

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